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Programma GOL (Garanzia Occupabilità dei Lavoratori)

Programma GOL (Garanzia Occupabilità dei Lavoratori) che nell’ambito della Misura 5 del PNRR, Piano Nazionale di Rinascita e Resilienza, si pone l’obiettivo di rilanciare l’occupazione.

La Regione Puglia è tra le prime regioni ad aver avuto l’approvazione del piano di attuazione di GOL da parte di Anpal e questo permetterà di avviare a breve le misure e gli interventi di politiche attive del lavoro e formazione, con una particolare attenzione nei confronti di giovani, donne e disoccupati.

COS’È IL PROGRAMMA GOL?
Il Programma GOL si inserisce nell’ambito della Missione 5, Componente 1, del PNRR, la sezione dedicata alla Riforma delle politiche attive del lavoro, che oltre a GOL prevede il varo di un Piano per le nuove competenze, il potenziamento dei centri per l’impiego e il rafforzamento del sistema duale.

Il Programma GOL prevede una serie di interventi che puntano a contrastare la disoccupazione e a favorire il reinserimento dei lavoratori attraverso l’adeguamento e aggiornamento delle competenze in linea con l’evoluzione del mercato del lavoro e le esigenze delle imprese del territorio.

CHI SONO I BENEFICIARI DI GOL?

I beneficiari del programma GOL sono:

  1. beneficiari di ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro
  2. beneficiari di ammortizzatori sociali in assenza di rapporto di lavoro: disoccupati percettori di NASPI o DIS-COLL (indennità di disoccupazione)
  3. lavoratori fragili o vulnerabili: giovani NEET (meno di 30 anni), donne in condizioni di svantaggio, persone con disabilità, nonché lavoratori avanti con gli anni (55 anni e oltre);
  4. beneficiari del sostegno al reddito di natura assistenziale: percettori del Reddito di Cittadinanza;
  5. disoccupati senza sostegno al reddito: disoccupati da almeno 6 mesi, altri lavoratori con minori opportunità occupazionali (giovani e donne, anche non in condizioni fragilità), lavoratori autonomi che cessano l’attività o con redditi molto bassi;
  6. lavoratori con redditi molto bassi (i cosiddetti working poor): il cui reddito da lavoro dipendente o autonomo sia inferiore alla soglia dell’incapienza, secondo la disciplina fiscale;
  7. lavoratori autonomi titolari di Partita IVA, come previsto dalla Legge di Bilancio 2022, ai commi 251-252 (lavoratore autonomo che ha cessato l’attività nel 2022)

QUALI LE AZIONI A BENEFICIO:CINQUE PERCORSI
Il piano è suddiviso in cinque percorsi differenziati in base all’esperienza lavorativa e alle caratteristiche del profilo interessato.

Affinché gli interventi siano efficaci in particolare per i cittadini più fragili e vulnerabili è fondamentale che il supporto sia differenziato a seconda dell’età, del livello di competenze, della complessità del bisogno, delle esigenze di conciliazione, ma anche del contesto del mercato del lavoro di riferimento, dei fabbisogni espressi dalle imprese, delle concrete opportunità occupazionali.


  1. Reinserimento lavorativo: per coloro più vicini al mercato del lavoro, servizi di orientamento e intermediazione per l’accompagnamento al lavoro.
  2. Aggiornamento (upskilling): per lavoratori più lontani dal mercato, ma comunque con competenze spendibili, interventi formativi richiesti prevalentemente di breve durata e dal contenuto professionalizzante.
  3. Riqualificazione (reskilling): per lavoratori lontani dal mercato e competenze non adeguate ai fabbisogni richiesti, formazione professionalizzante (anche di 300 ore) più approfondita, generalmente caratterizzata da un innalzamento del livelli di qualificazione/EQF rispetto al livello di istruzione;
  4. Lavoro e inclusione: nei casi di bisogni complessi, cioè in presenza di ostacoli e barriere che vanno oltre la dimensione lavorativa, oltre ai servizi precedenti si prevede l’attivazione della rete dei servizi territoriali (a seconda dei casi, educativi, sociali, socio-sanitari, di conciliazione) come già avviene per il Reddito di cittadinanza (e prima per il REI).
  5. Ricollocazione collettiva: valutazione delle chanches occupazionali sulla base della specifica situazione aziendale di crisi, della professionalità dei lavoratori coinvolti e del contesto territoriale di riferimento per individuare soluzioni idonee all’insieme dei lavoratori stessi.

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